Da giorni attaccano il ministro degli Esteri. Taverna, Gubitosa, Ricciardi, Todde e Turco: i vicepresidenti del Movimento sono scesi in campo in difesa dell’ex premier. Ma la partita che si gioca sull’Ucraina e sulle armi è solo una parte. La posta in palio è più alta
Sono gli uomini, e le donne, del presidente. I Fedelissimi, o quasi. “Gli sgherri” e la “perpetua” e il “Cavallo perdente” come li chiamano sottovoce i colleghi. Sono i cinque vicepresidenti in salsa contiana: i cosiddetti pulcini. Arroccati attorno all’Avvocato di un popolo sempre più piccolo, mentre il Movimento si imbarca tra le pieghe, e le piaghe, della politica politicante. La stessa materia che ha annacquato il grillismo, fino ad allagarlo.
C’è da difendersi dagli attacchi di Luigi Di Maio, dicono: c’è da vincere la guerra di nervi. E poco importa in realtà come andrà a finire davvero sull’ Ucraina – le armi, la Nato, l’Atlantico. Paola Taverna, Michele Gubitosa, Riccardo Ricciardi, Alessandra Todde e Mario Turco lo sanno. La questione va oltre la risoluzione parlamentare, è questione di sopravvivenza politica. Così ormai da qualche giorno affollano giornali e televisioni: dichiarano e attaccano, amplificano le parole di Giuseppe Conte, ne sono…