Gli Stati Uniti stanno discutendo con i loro alleati europei un tetto al prezzo del petrolio russo. L’obiettivo è quello di mantenere il petrolio russo sui mercati internazionali, ma di limitare le entrate di bilancio per scoraggiare la Russia dal continuare la guerra in Ucraina, o almeno questa è la teoria presentata da USA e Europa.
Riuscirci sarebbe prendere i proverbiali due piccioni con una fava: da un lato, sia gli Stati Uniti che l’Europa, che finora hanno subito le conseguenze più gravi dell’azione sanzionatoria, riuscirebbero a non escludere dai propri mercati il petrolio russo, evitando ulteriori picchi dei prezzi. D’altra parte, pagare il petrolio russo a prezzi di mercato non è un’opzione appetibile perché i proventi delle esportazioni di petrolio e gas costituiscono una parte consistente del bilancio russo e permettono anche di pagare il bilancio militare.
Il Segretario del Tesoro americano Janet Yellen ha detto le cose senza mezzi termini all’inizio di questa settimana: “Penso che quello che vogliamo fare è mantenere il petrolio russo sul mercato per tenere bassi i prezzi globali e cercare di evitare un picco che causi una recessione mondiale e faccia salire i prezzi…