Le immagini dell’orrore di Bucha scuotono il mondo. E lo scuotono in un modo profondo, talmente profondo da non avere precedenti da che questa infame guerra in Ucraina è iniziata. E pensare che di orrori, ad oggi, commessi dalla Russia ma anche dagli ucraini, ne abbiamo visti tanti. Quelli di Bucha, però, vanno oltre.
Civili con le mani legate e fucilati, cadaveri gettati nei pozzi, corpi mutilati e torturati, fosse comuni. Le immagini di un genocidio, a tutto tondo. Le immagini di un orrore per il quale il mondo intero ha reagito. Almeno a parole: da Mario Draghi a Macron, dalla von der Leyen a Scholz, passando per i vertici di tutte le istituzioni continentali.
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Ma in questo contesto, ovviamente, fioriscono anche i deliri di chi nega, di chi parla di una montatura ucraina: per pescare qualcuno dal mazzo in primis il Cremlino, dunque il giornalista russo in collegamento con Massimo Giletti ieri sera a Non è l’Arena, poi alcuni idioti nostrani. E infine ecco spuntare anche il Patriarca Kirill, capo della Chiesa Ortodossa russa. Certo, non nega l’evidenza dei fatti in modo diretto. Ma bendice gli orrori della guerra.